Fecondazione Assistita

NOI ORGANIZZEREMO UN BANCA DELLA FERTILITA’

possiamo condividere le nostre opinioni in merito alla fecondazione eterologa, possiamo essere favorevoli contrari perplessi incuriositi ma si deve ricordare che la Corte Costituzionale ha sancito questo diritto quando ne ha tolto il divieto e forse, quindi, la nostra Regione fa davvero troppo poco…
Alla domanda “che fare?” siamo tutti invitati a rispondere insieme nell’apposita giornata che stiamo organizzando alla
Casa dei Diritti di Milano il GIORNO 28 OTTOBRE
SAVE THA DATE ! prossime informazioni entro pochi giorni …

commento ad integrazione dell’articolo tratto da La Repubblica ediz. Milano  24/08/2015
http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/noi-organizzeremo-una-banca-della-fertilit

fetilità-organizzeremo-una-bancafertilità

Alessandra Vucetich, ginecologa e membro del direttivo Cecos che raccoglie le principali strutture che si occupano di procreazione assistita.

Perché a Milano l’eterologa ancora non parte?

«Perché in Lombardia, pur essendo la regione con più centri pubblici che si occupano di Pma, la giunta ha deciso di non occuparsene, e ha negato ogni rimborso, obbligando le coppie a pagare. Un paradosso».

Un altro problema però è la mancanza di donatori.

«Sì, i gameti purtroppo mancano. Ci sono donatori e donatrici che si sono proposti nei centri pubblici: considerando però che è ancora incerto come le strutture si debbano orientare, nulla si muove».

In che senso?

«I donatori devono essere sottoposti a esami. Non è però chiaro a carico di chi sia il costo di queste prestazioni. Per evitare malintesi, gli ospedali finora hanno scelto di non fare nulla».

L’ egg sharing potrebbe risolvere il problema?

«In minima parte: è possibile solo per donne sotto i 35 anni, e non dimentichiamo che quelle che in Italia decidono di fare la Pma in genere non sono giovani. Per questo, qualora accettassero di donare gli ovociti, questi difficilmente sarebbero sufficienti. Senza contare che la procedura non è chiara, soprattutto considerando la gratuità obbligatoria della donazione».

Che cosa fare allora?

«Una delle possibilità è il “fertility banking” (banca della fertilità). Donne giovani, tra i 20 e i 28 anni, che decidono di sottoporsi a una stimolazione ormonale, alla fine della quale una parte dei loro ovociti viene crioconservata, in modo che li possano usare in futuro, e una parte viene donata. È una pratica nuova, che con l’associazione Aidagg vorremmo diffondere: stiamo organizzando un evento, per parlarne, il 28 settembre alla Casa dei Diritti».