Fecondazione Assistita

IL FLOP DELL’ETEROLOGA ITALIANA

Segnalo questo scritto di M.De Bac e… continuo a chiedermi come mai il nostro paese sia così lento nel rispondere ai bisogni dei cittadini da un lato, nel modificare i propri ordinamenti dall’altro.

Risultato ciò che si può fare appena dietro la porta di casa non può essere eseguito alla luce del sole “a casa nostra”, sempre come se fosse qualcosa di brutto, di sconveniente, di cui è meglio non parlare, non sapere, non vedere…

Ma le cose comunque cambiano, nonostante i tentativi di boicottaggio più o meno espliciti …

flop dell'eterologa italiana foto Corsera 27ora

Quando lo scorso giugno è stata pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava l’illegittimità della sua esclusione dal nostro ordinamento, il ritorno dell’eterologa in Italia venne considerato imminente. Sembrava che nel giro di poche settimane la tecnica sarebbe stata disponibile sul campo, in cliniche private e ospedali, per migliaia di coppie italiane fino ad allora obbligate ad andare all’estero nella speranza di concepire un bebè con metà cromosomi “estranei”.

Oggi invece si scopre che questa opportunità è tutt’altro che concreta nella maggior parte del Paese. È successo ciò che diverse cassandre avevano immaginato. Manca la materia prima, cioè i gameti donati da donne (ovociti) e uomini (spermatozoi), da utilizzare nei casi in cui gli aspiranti genitori siano sprovvisti degli uni o degli altri a causa dell’infertilità. Finora sarebbero state ottenute non più di una trentina di gravidanze con gameti ceduti da pazienti già sottoposti a trattamenti di procreazione medicalmente assistita che disponevano di cellule congelate e non intendevano più farne uso per sé.

Il settore pubblico è praticamente rimasto a guardare e anche gli ospedali che avevano annunciato una partenza fulminea (a Firenze, ad esempio) sono in difficoltà, con liste di attesa che non riescono ad accorciarsi.

È fallito il bando della Toscana per l’acquisto all’estero di gameti appartenenti a banche straniere dove le donatrici ricevono un rimborso da 700 a 1000 euro (e allora non si capisce perché in questo caso l’importazione dovrebbe essere lecita visto che da noi è prevista la gratuità). «Nessuno risponderà ai requisiti richiesti dalla Toscana. Noi abbiamo presentato un’offerta ma ci chiedono garanzie che non è possibile fornire per questioni di privacy e anonimato», ha detto Antonio Castilla Alcalà, direttore del centro Masvida a Siviglia, nel recente convegno organizzato all’European Hospital da Ermanno Greco, esperto di fecondazione artificiale. All’European sono state avviate 17 gravidanze con ovociti congelati da coppie donatrici.

Non finisce qui. Si è rivelato inutile il documento approvato dalle Regioni a settembre per sopperire alla mancanza di direttive nazional, un atto amministrativo poco efficace. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin aveva presentato un decreto poi stoppato da Renzi per opportunità politica. E così la situazione si è impantanata.

Conclusione. L’eterologa all’italiana è un flop. Perché ci sia una vera e propria partenza sono necessari nuovi interventi. Dopo il finanziamento da parte del governo di un fondo per la creazione del registro dei donatori, il ministero della Salute ha cominciato a lavorare questa settimana sull’aggiornamento delle linee guida applicative della legge sulla procreazione medicalmente assistita valutata in più parti incostituzionale dalla Consulta. Il documento, fermo al 2004, dovrà essere rifatto da capo. Ci vorrà un anno, se va bene. La discriminazione economica denunciata dai giudici della Corte continua. Chi ha i soldi va all’estero. Gli altri aspettano tempi migliori.

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