Fecondazione Assistita

MANIFESTO PER FUTURO RIPRODUZIONE ASSISTITA

Carissimi,

volentieri pubblico questo “Manifesto” che esprime in maniera chiara la posizione condivisa da me e da molti altri specialisti in merito all’applicazione dei cambiamenti applicativi per la fecondazione eterologa dopo la decisione della Corte Costituzionale.

Chi volesse può inviare la sua adesione alla mail qui sotto indicata.

L’occasione è buona anche per annunciare una pausa estiva ed augurare a tutti buone vacanze, ci aggiorniamo dopo il 15 agosto, CERTAMENTE CON GROSSE NOVITA’

MANIFESTO

PER IL FUTURO DELLA RIPRODUZIONE ASSISTITA

Noi sottoscritti, rappresentanti delle Associazioni che hanno promosso il Convegno

QUALE FUTURO PER LA FECONDAZIONE ASSISTITA  IN ITALIA

DOPO LA SENTENZA n. 162/2014 DELLA CORTE COSTITUZIONALE ?

tenutosi a Roma il 17 luglio 2014 presso la Sala della Mercede di Palazzo Marini (g.c.) assieme agli studiosi, operatori e cittadini attenti al futuro della riproduzione assistita e del paese,

PLAUDIAMO

alla Sentenza della Corte Costituzionale n. 162, che finalmente stabilisce alcuni “paletti” costituzionali e decisivi circa la riproduzione assistita e, più in generale, il futuro delle normative bioetiche.

 

Infatti la suprema Corte ha chiarito che ai cittadini è costituzionalmente garantita la scelta di «diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli» in quanto ciò «costituisce espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi». Si tratta di un’esigenza che vale «anche per la coppia assolutamente sterile o infertile» e che «non può che essere incoercibile, qualora non vulneri altri valori costituzionali», perché riguarda la sfera più intima ed intangibile della persona umana.

Di fatto, la Legge 40/2004 è stata elaborata proprio per dare una risposta a questo diritto fondamentale della persona e è preordinata alla «tutela delle esigenze di procreazione». Questa libertà riproduttiva di sicuro non implica che si «possa esplicarsi senza limiti», ma  questi non possono consistere in un divieto assoluto come quello circa l’eterologa posto dalla Legge 40/2004 e devono essere ragionevolmente giustificati «dall’impossibilità di tutelare altrimenti interessi di pari rango».

Se, infine, si considera che l’istituto dell’adozione rende evidente che il dato genetico «non costituisce un imprescindibile requisito della famiglia stessa», e che l’impossibilità avere figli anche attraverso la fecondazione eterologa può «incidere negativamente, in misura anche rilevante, sulla salute della coppia», la Corte può

concludere

che la libertà riproduttiva è costituzionalmente garantita «anche quando sia esercitata mediante la scelta di ricorrere» alla fecondazione eterologa perché tale scelta attiene alla sfera più intima e intangibile della persona.

Inoltre, la suprema Corte afferma che dopo la Sentenza non sussiste alcun “vuoto normativo” e richiama con puntualità tutte le norme della legge 40 che si applicano all’eterologa: l’art. 9 che sancisce il divieto di disconoscimento di paternità, di anonimato della madre e di anonimato del donatore; l’art. 12 comma 1 che vieta la commercializzazione dei gameti; i decreti legislativi n. 16 del 2010 e n. 191 del 2007 di recepimento delle direttive comunitarie in materia. In questo senso, la Sentenza afferma chiaramente che già da oggi è possibile che i Centri idonei attuino interventi di fecondazione eterologa. Pertanto, la Sentenza non deve essere “interpretata” ma solamente applicata.

Oltre a questo decisivo passo sul piano normativo, la Corte ne fa un altro altrettanto importante sul piano teorico quando ricorda la centralità del «canone di razionalità dell’ordinamento», fondato sull’art. 3 della Costituzione. Afferma la Corte che questo canone «costituisce un presidio contro l’eventuale manifesta irrazionalità o iniquità delle conseguenze della stessa» normativa ponendo così un punto fermo per il futuro delle decisioni sulle questioni bioetiche. Se la Legge 40/2004  è preordinata alle esigenze della riproduzione umana, coerenza vuole che non si discrimini tra la fecondazione naturale e quella assistita, aspetto che apre la strada a ulteriori aperture per le persone che richiedono di accedere alle tecniche.

Non è qui il caso di specificare nei dettagli quali possano essere questi ulteriori possibili ampliamenti, ma è certo che la Sentenza n. 162/2014 allarga le prospettive e mostra che la Costituzione italiana è in linea con gli indirizzi adottati negli altri paesi avanzati.

Vanno quindi respinte sia le obiezioni alla Sentenza mosse in nome di un presunto “diritto naturale” che secondo i critici starebbe alla base della Costituzione repubblicana, sia le obiezioni circa un’incompetenza della Corte a esprimersi sulle tematiche della fecondazione assistita, dal momento che questa tecnica non era stata prevista dai Padri costituenti. A quest’ultimo riguardo rileviamo che neanche tecniche come la televisione o internet erano state previste dai costituenti, ma ciò non ha impedito che la suprema Corte intervenisse a buon diritto su queste tematiche perché la Costituzione garantisce dei diritti delle persone anche nei confronti delle nuove tecnologie, qualunque esse siano. L’obiezione si svuota e resta da chiarire come mai obiezioni simili siano avanzate solo per le tecnologie riproduttive.

Ad ogni buon conto, la sentenza n. 162/2014 della Corte Costituzionale è di grande importanza per avere in pratica smantellato i divieti della legge 40/2004 e passerà alla storia come una sentenza capace di aprire nuovi orizzonti per svecchiare il paese e, in tema, foriera di rinnovato ottimismo nel guardare al futuro prossimo in autentico rispetto della libertà di ciascun individuo, senza limitazioni o pregiudizi. Per questo, siamo grati alla Corte Costituzionale del bel dono fatto al Paese.

 

Paolo Briziobello, LITALIAINTESTA

Massimo Clara, VOX. OSSERVATORIO SUI DIRITTI

Emilio D’Orazio, CENTRO STUDI “POLITEIA”

Maurizio Mori,  CONSULTA DI BIOETICA ONLUS

Per aderire a questo Manifesto, inviare mail a:

segreteria@consultadibioetica.org